La Caritas ha funzione prevalentemente pedagogica, opera cioè per educare alla carità e alla solidarietà, per diffondere comportamenti e stili di vita improntati al dono di sé, all’attenzione ed alla vicinanza agli ultimi e bisognosi.

L’accompagnamento dei poveri, affinchè possano recuperare dignità di vita, si espleta non solo nei riguardi di chi è vicino, ma anche attraverso l’impegno in luoghi lontani devastati dalla guerra e dalla povertà per ricostruire e riallacciare legami di pacificazione in un’ottica di giustizia, pace, liberazione, solidarietà e bene comune.

Sulla base di questi presupposti la Caritas Diocesana di Senigallia, attraverso la Fondazione Caritas Senigallia Onlus, opera con l’intento di promuovere pace e solidarietà anche in una dimensione mondiale, appoggiando progetti orientati a denunciare situazioni e meccanismi che colpiscono i più deboli ed indifesi, e mantenendo viva l’attenzione dell’opinione pubblica su questioni spesso rimosse o considerate marginali e che invece coinvolgono persone di tutto il mondo. I progetti attualmente supportati dalla Caritas Diocesana sono tre, di seguito elencati.

PROGETTO SOLAKOVA KULA – BOSNIA

Nel 1997 alla fine della guerra di Bosnia, la Diocesi di Senigallia, attraverso l’Azione Cattolica prima e la Caritas Diocesana poi, instaurò un gemellaggio con una parrocchia di montagna della Diocesi di Sarajevo, Solakova Kula, dove famiglie di cattolici prevalentemente contadini avevano particolarmente sofferto durante la guerra per le incursioni di truppe mercenarie. Il percorso di accompagnamento continuato nel corso degli anni ha visto la realizzazione di progetti particolari, tra questi “Una pecora per ricominciare”, che aveva tra i suoi obiettivi quello di avviare due allevamenti di ovini nella suddetta parrocchia, gestiti dalle famiglie del luogo, con la prospettiva di offrire occupazione in un luogo dove la mancanza di lavoro è la piaga più grande e dove i pochi impieghi possibili sono quelli nell’ambito dell’agricoltura e dell’allevamento.

Il gemellaggio è tuttora attivo e vede partecipi volontari che tutti gli anni a luglio si recano in Bosnia per alcuni giorni, dove tutt’ora un gruppo di famiglie, composte in prevalenza da anziani, li accolgono sempre con molto calore.

PROGETTO MONTE QUEMADO – ARGENTINA

Monte Quemado è situato nel Nord dell’Argentina, nella provincia di Santiago del Estero, una delle regioni più povere di tutta la nazione. A differenza del nome che potrebbe trarre in inganno, Monte Quemado significa “Foresta Bruciata” e si trova su una vastissima pianura. Vi abitano circa 14.000 persone su un’estesa area, circondata da foresta ed in grado di sopportare i nove mesi di quasi totale assenza di pioggia.

Il gemellaggio tra la Diocesi di Senigallia e la parrocchia di Monte Quemado, nella Diocesi di Añatuya, nasce nel 2002 per iniziativa di padre Marcello Birarelli, francescano minore originario di Ostra, parrocchia della Diocesi di Senigallia, e missionario da 29 anni in Argentina. Durante i suoi anni di missione Padre Marcello è riuscito a costruire diverse chiese, una scuola elementare e una radio per evangelizzare la popolazione ai valori cristiani e aiutare le famiglie più povere per un maggior sviluppo locale. Alcune persone sono cresciute con lui e con grande fede ed entusiasmo ora camminano insieme. Tra questi i maestri della scuola, i catechisti e gli educatori. Il progetto, annualmente, raccoglie fondi nella Diocesi di Senigallia, necessari al sostentamento della missione di Monte Quemado, costruendo uno scambio culturale attraverso un vero e proprio gemellaggio di solidarietà cristiana, che ha previsto negli anni numerosi viaggi di volontari nella parrocchia argentina. Una crescita, quindi, ed una condivisione di momenti, pensieri, parole, affinché non sia un assistenzialismo a distanza, ma un’occasione di arricchimento da ambo le parti, uniti nella stessa fede in Cristo Gesù.

PROGETTO SAO LUIS – BRASILE

La Diocesi di Senigallia ha avviato nel 2003 un gemellaggio con la Diocesi di São Luis nello stato del Maranhao, situato a nord-est del Brasile. Grazie alla collaborazione con le Suore della Redenzione, sostiene in ambito educativo e formativo alcuni progetti rivolti a bambini, adolescenti e giovani della favela di Vila Embratel (quartiere alla periferia di São Luis). Le persone che si sono recate nella parrocchia per fare un’esperienza di condivisione e testimoniare la propria solidarietà, constatando le condizioni di povertà in cui vivono la maggior parte delle persone, sono partite da São Luis con un sogno: gettare qualche seme perché i bambini e i giovani del quartiere potessero ‘colorare la vita’. Per questo gli interventi effettuati puntano tutti sulla formazione dei giovani. L’investimento più duraturo ed efficace è proprio quello che punta sulla capacità dei ragazzi di farsi promotori di ambienti e stili di vita diversi: scuola di base, università e corsi professionali sono passaggi quasi obbligati per arrivare all’autonomia, al superamento delle povertà spirituali e materiali, per passare dalla discriminazione al protagonismo sociale, in ogni sua dimensione.

Il progetto, chiamato Coloriamo la Vita, ha previsto: il potenziamento di una biblioteca comunitaria dove attualmente vengono svolti corsi di recupero scolastico, informatica, lingua, attività di ricerca e ricreative; l’avvio di laboratori musicali, strutturati affinchè divenissero possibilità di aggregazione e prevenzione del disagio minorile; istituzione di borse di studio finalizzate alla frequenza di corsi universitari o professionali per giovani volenterosi e motivati; strutturazione di laboratori professionali – sartoria, parrucchieria e artigianato locale – per adolescenti già mamme o in attesa di un figlio.

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