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	<title>Caritas Senigallia</title>
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	<description>Sito della Caritas di Senigallia</description>
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		<title>CINQUE PER MILLE alla Fondazione Caritas</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 10:09:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[BLOG E NOTIZIE]]></category>

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		<description><![CDATA[92022600420: il numero per aiutarci ad aiutare.
Ecco come destinare il cinque per mille alla Fondazione Caritas Senigallia Onlus per la gestione del Centro di Solidarietà “Don Luigi Palazzolo”, di “Casa San Benedetto” e di “Casa Stella” “opere segno della Diocesi di Senigallia. La legge finanziaria ha previsto anche per l’anno 2012 la destinazione, in base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">92022600420: i</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">l numero per aiutarci ad aiutare.</span></strong></p>
<p><strong>Ecco come destinare il cinque per mille alla Fondazione Caritas Senigallia Onlus per la gestione del Centro di Solidarietà “Don Luigi Palazzolo”, di “Casa San Benedetto” e di “Casa Stella” “opere segno della Diocesi di Senigallia.</strong> La legge finanziaria ha previsto anche per l’anno 2012 la destinazione, in base alla libera scelta del contribuente, di una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, a sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni e fondazioni di promozione sociale.</p>
<p>Tutti i contribuenti possono esprimere la preferenza apponendo la propria firma nell’apposito del CUD 2012,  del 730/1-bis redditi 2011 o dell’UNICO persone fisiche 2012, indicando il codice fiscale della realtà alla quale si vuole desinare il cinque per mille.</p>
<p><strong>La scelta del cinque per mille e quella dell’otto per mille non sono in alcun modo alternative e possono essere effettuate ambedue dalla stessa persona e nella stessa dichiarazione.</strong></p>
<p>Se desideri aiutarci ad aiutare, questa è una nuova forma di solidarietà del tutto gratuita. A te non costa nulla, per noi vale molto, per i nostri ospiti è vitale.</p>
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		<title>25 marzo 2012 &#8211; Giornata diocesana della Carità</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 17:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 25 marzo 2012, quinta domenica di quaresima, nella nostra Diocesi di Senigallia si celebra la giornata diocesana della Carità.
Questa è la giornata, unica nel corso dell’anno, in cui non si raccolgono offerte durante le celebrazioni liturgiche per emergenze specifiche e particolari (ad esempio terremoti ed altre calamità naturali) ma fondi per la gestione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica <strong>25 marzo 2012</strong>, quinta domenica di quaresima, nella nostra Diocesi di Senigallia si celebra la giornata diocesana della Carità.</p>
<p>Questa è la giornata, unica nel corso dell’anno, in cui non si raccolgono offerte durante le celebrazioni liturgiche per emergenze specifiche e particolari (ad esempio terremoti ed altre calamità naturali) ma <strong>fondi per la gestione delle “opere segno”</strong> della Diocesi di Senigallia e nello specifico come abbiamo già fatto dal 2009 <strong>per il fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà </strong>costituito dal Vescovo Diocesano e affidato per la gestione alla Fondazione Caritas Senigallia Onlus.</p>
<p>È anche la giornata per una riflessione più approfondita sul nostro essere vicini ai poveri e alle tante persone che oggi sono nel bisogno.</p>
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		<title>COMPLEANNO CASA SAN BENEDETTO</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 09:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 4 marzo “Casa San Benedetto”, sttuttura gestita dalla Fondazione Caritas Senigallia Onlus e deputata all&#8217;accoglienza di mamme con bimbi a carico, compie cinque anni.
Festeggeremo insieme a tutti coloro che in questi anni hanno reso possibile questo traguardo: volontari, mamme e bambini, operatori sociali e diocesi.
Alle ore 19.00 ci ritroveremo presso i locali della struttura (collocata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Il prossimo 4 marzo “Casa San Benedetto”</strong>, sttuttura gestita dalla Fondazione Caritas Senigallia Onlus e deputata all&#8217;accoglienza di mamme con bimbi a carico, <strong>compie cinque anni</strong>.</p></blockquote>
<blockquote><p>Festeggeremo insieme a tutti coloro che in questi anni hanno reso possibile questo traguardo: volontari, mamme e bambini, operatori sociali e diocesi.</p>
<p><strong>Alle ore 19.00 ci ritroveremo presso i locali della struttura</strong> (collocata in Strada delle Saline 58, zona Ciarnin) per rivivere insieme questi primi cinque anni e <strong>per cenare insieme</strong>. Chi può inviti amici e parenti e porti un dolce o qualcosa di salato da condividere con tutti.</p>
<p>Per organizzare al meglio la cena vi invitiamo a confermare la vostra presenza al più presto.</p>
<p>Per Info: Sonia 3484136817, Elena 347.9303693.</p></blockquote>
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		<title>Rapporto Diocesano sulle Povertà: uno sguardo al territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La carità per essere efficace deve conoscere approfonditamente le situazioni concrete di povertà. Di qui il senso di questa indagine, realizzata seguendo il metodo della Caritas che si fonda sul vedere, giudicare e poi agire.” Così il Vescovo di Senigallia, Mons. Giuseppe Orlandoni ha aperto l&#8217;incontro alla Chiesa dei Cancelli di venerdì 27 gennaio, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La carità per essere efficace deve conoscere approfonditamente le situazioni concrete di povertà. Di qui il senso di questa indagine, realizzata seguendo il metodo della Caritas che si fonda sul vedere, giudicare e poi agire.” Così il Vescovo di Senigallia, Mons. Giuseppe Orlandoni ha aperto l&#8217;incontro alla Chiesa dei Cancelli di venerdì 27 gennaio, in cui è stato presentato il Rapporto Diocesano delle Povertà “Carità e missione. Documento di riflessione sulle povertà e le fragilità.”</p>
<p>Il Direttore della Caritas di Senigallia, don Aldo Piergiovanni, ha sottolineato come questo lavoro, che si inserisce nel cammino del Sinodo diocesano, rappresenti non solo un documento di riflessione, ma anche di formazione, perché, proprio dal Sinodo diocesano, è emerso che la carità viene ancora intesa come iniziativa pratica e non nella sua pienezza evangelica e che c&#8217;è scarsa preparazione di fronte alle nuove forme di povertà e alle loro cause.  L&#8217;invito del Sinodo è di promuovere l&#8217;uscita dai percorsi di sofferenza per rendere autonome le persone in difficoltà e di evidenziare il legame profondo tra catechesi e carità.</p>
<p>All&#8217;incontro era presente anche Mons. Giuseppe Merisi, Vescovo di Lodi e Presidente di Caritas Italiana, che ha proposto una riflessione pastorale su Povertà e Fragilità, partendo da cosa pensa il Signore Gesù su povertà e carità, cosa ne pensa la Chiesa e cosa possiamo fare concretamente nelle diocesi. Citando più passi dei Vangeli, in particolare Matteo, ha sottolineato la necessità di amare il prossimo, nel senso di venire incontro alle necessità degli altri, che sono fragili, in difficoltà. Questa condizione di fragilità è legata non solo alla mancanza di mezzi ma anche di altro. La possiamo vedere nella persistenza dell&#8217;illegalità, nello sfruttamento del lavoro degli immigrati, nella dipendenza, nella diversa abilità, nella delinquenza minorile, nella condizione dei carcerati, nella negazione della vita e della dignità, e in molte altre situazioni. Vivere la fede significa guardare con occhi di bontà gli ultimi, gli emarginati, coloro che si trovano in condizione di fragilità, in difficoltà.</p>
<p>I dati ISTAT confermano la tendenza all&#8217;impoverimento delle famiglie. C&#8217;è forte criticità dell&#8217;occupazione che colpisce soprattutto i giovani. Il volto della povertà sta cambiando a causa di problemi occupazionali, familiari, abitativi. Emergono nuove povertà giovanili, c&#8217;è nuova emergenza degli immigrati, e molto altro. Come rispondere a questa difficoltà? La Caritas è invitata ad offrire percorsi attraverso i volontari per educare i giovani alla responsabilità, per la formazione permanente. Questa impegno pedagogico è un valore fondamentale a servizio del territorio. Un altro valore è la testimonianza: bisogna guardare con occhi di bontà a tutte le persone con cui viviamo, poi all&#8217;emarginato. Bisogna sentirsi dentro uno spirito di comunità. La Caritas insieme alle altre associazioni intende offrire la capacità di un percorso ai giovani per mettersi a disposizione. Occorre promuovere il bene comune a partire dalla carità, rimuovendo gli ostacoli che impediscono di impegnarsi nel rispetto delle reciproche responsabilità, a partire dai poveri e dagli ultimi.</p>
<p>Il Professor Emanuele Pavolini dell&#8217;Università degli Studi di Macerata ha analizzato i dati dello studio, sottolineando alcuni aspetti importanti. Anche se la situazione in Italia nei prossimi anni peggiorerà, ci sono dati positivi. Il primo “tesoro sociale” è rappresentato da questi dati: 400 volontari nel nostro territorio, 28 parrocchie che distribuiscono alimenti, 35 Caritas parrocchiali, 275 mila euro elargiti dal Fondo di solidarietà nel periodo 2009-2011. Il numero dei volontari è una forza estremamente rilevante. 7000 persone su 130000 abitanti di questa diocesi sono state contattate dalla Caritas, quindi 1 persona su 20 si trova in difficoltà. Fare volontariato significa anche contribuire al Fondo di solidarietà e ben 1300 famiglie, molte delle quali non in buone condizioni economiche, fanno donazioni mensili al fondo. Questa solidarietà ci può aiutare ad affrontare i tempi duri.</p>
<p>Un altro aspetto positivo riguarda la sinergia con le istituzioni pubbliche e con le imprese. Il progetto FARIS mette in campo una collaborazione efficace fra Fiorini Industrial Packaging, il Comune, la Caritas e l&#8217;Università Politecnica delle Marche sul programma di ricerca triennale dal titolo “La responsabilità sociale di impresa in un&#8217;ottica integrata: Le famiglie a rischio di disagio nel Comune di Senigallia”. Le sfide vanno affrontate in un&#8217;ottica sinergica, in cui ognuno dà il proprio contributo, senza per questo pensare che le amministrazioni pubbliche fanno un passo indietro, perché il volontariato lavora meglio laddove c&#8217;è un&#8217;amministrazione pubblica forte. Naturalmente la Caritas diocesana non si può sostituirsi al ruolo degli enti pubblici nel rispondere a tutti i bisogni della popolazione, né tale istituzione è l&#8217;unica nel campo del mondo del volontariato e del terzo settore ad occuparsi di temi inerenti le politiche sociali.</p>
<p>Un dato molto preoccupante, emerso dall&#8217;indagine, riguarda il ritorno degli italiani fra gli utenti della Caritas. Prima erano pochissimi, ma negli ultimi anni il 48% degli interventi ha riguardato famiglie italiane. C&#8217;è inoltre il ritorno di famiglie di immigrati, che erano state aiutate dalla Caritas molti anni fa ed erano diventate autonome, ma ora sono di nuovo in difficoltà. Un altro elemento di grave preoccupazione riguarda le reti parentali. Anni fa, in momenti di crisi le reti parentali erano di aiuto, ora invece “saltano” i meccanismi di redistribuzione e di compensazione interni alle reti familiari. Le giovani coppie, che a mala pena riescono a sostenersi economicamente, difficilmente possono venire in aiuto dei genitori anziani, in presenza di difficoltà economiche o di salute. Le coppie in età centrale faticano a farsi carico sia dei genitori anziani che delle necessità dei figli in uscita dal nucleo familiare. In molti casi le famiglie da risorse diventano problema. Il 4-5% delle famiglie si impoveriscono per spese sanitarie che spesso sono legate all&#8217;invecchiamento. Addirittura molti rinunciano a farsi curare.</p>
<p>Cominciano ad esserci coppie che non si separano per non diventare poveri.</p>
<p>Un altro dato preoccupante è che cresce l&#8217;indebitamento di molte famiglie e una fetta di questo deriva da spese non necessarie, come spese per cerimonie, alle quali non sono disposte a rinunciare per motivi culturali o di legittimazione sociale. Il problema si pone anche per spese voluttuarie, come televisori al plasma o cellulari.</p>
<p>Sta emergendo, inoltre, un&#8217;altra categoria di soggetti a rischio di disagio: le famiglie numerose provenienti dai comuni del Sud Italia, prive, nel contesto locale, di reti parentali sulle quali fare affidamento per sostegno economico e per la cura dei figli.</p>
<p>La crisi colpisce sempre più fasce di popolazione non abituate e silenti, che non parlano dei problemi. Questa è la povertà nella “normalità”. Si sta passando da un modello di sviluppo economico fondato sul cosiddetto lavoro salariale, a tempo indeterminato e alle dipendenze, ad un modello caratterizzato dalla flessibilità e alla adattabilità immediata, a detrimento della sicurezza del posto di lavoro tipica del passato.</p>
<p>Un altro elemento di mutamento riguarda le dinamiche interne della famiglia che mostra segni di instabilità e di difficoltà di funzionamento, dalla diminuzione del tasso di natalità alla crescente instabilità coniugale. Accanto a questo, anche il modello di welfare pubblico mostra importanti criticità: nel nostro territorio, come nel resto d&#8217;Italia, la risposta pubblica ai bisogni degli anziani, famiglie con minori, famiglie in cerca di abitazione, immigrati e persone in difficoltà è insufficiente. Stiamo assistendo ad un cambiamento nelle caratteristiche della domanda sociale e dei bisogni non solo quantitativa ma anche qualitativa. Nei prossimi anni dovremo aiutare persone con problemi economici ma che mascherano altri disagi. Vanno aiutate nel come spendere i soldi. Si pone il problema di offrire una forma di educazione per fare spese in modo responsabile. Non occorre solo un sostegno economico o spirituale, ma anche cognitivo. E questa è una grande sfida da affrontare con strumenti adeguati, con la conoscenza e la formazione.</p>
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		<title>CARITA&#8217; E MISSIONE: rapporto sulle povertà in Diocesi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VENERDI&#8217; 27 GENNAIO 2012 ore 21.00 presso l&#8217;Auditorium Chiesa dei Cancelli a Senigallia si terrà un appuntamento dal titolo CARITA&#8217; e MISSIONE, presentazione del RAPPORTO SULLE POVERTA&#8217; NELLA DIOCESI DI SENIGALLIA.
Interverranno il Prof. Emanuele Pavolini, docente presso l&#8217;Università degli Studi di Macerata, che presenterà il rapporto sulle povertà in Diocesi, e S.E. Mons. Merisi, Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VENERDI&#8217; 27 GENNAIO 2012 ore 21.00</strong> presso l&#8217;Auditorium Chiesa dei Cancelli a Senigallia si terrà un appuntamento dal titolo <strong>CARITA&#8217; e MISSIONE, presentazione del RAPPORTO SULLE POVERTA&#8217; NELLA DIOCESI DI SENIGALLIA</strong>.</p>
<p>Interverranno il <strong>Prof. Emanuele Pavolini</strong>,<strong> docente presso l&#8217;Università degli Studi di Macerata</strong>, che presenterà il rapporto sulle povertà in Diocesi, e <strong>S.E. Mons. Merisi, Presidente di Caritas Italiana</strong>, che proporrà una riflessione pastorale su Povertà e Fragilità.</p>
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		<title>Focus Formazione Anno 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 10:01:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel corso del 2011 la FONDAZIONE CARITAS SENIGALLIA ONLUS e l’Associazione di Volontariati IL SEME ONLUS hanno realizzato un percorso di formazione per tutti i volontari che operano presso le strutture gestite dalla stessa Fondazione. Il Centro di Solidarietà don Luigi Palazzolo, Casa Stella e Casa San Benedetto sono state infatti protagoniste di cicli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel corso del 2011 la FONDAZIONE CARITAS SENIGALLIA ONLUS e l’Associazione di Volontariati IL SEME ONLUS hanno realizzato un percorso di formazione per tutti i volontari che operano presso le strutture gestite dalla stessa Fondazione</strong>. Il Centro di Solidarietà don Luigi Palazzolo, Casa Stella e Casa San Benedetto sono state infatti protagoniste di cicli di formazione che hanno coinvolto tutti i volontari attivi dell’Associazione Il Seme, <strong>testimoniando così l’attenzione accordata da parte della Caritas Diocesana alle competenze dei volontari che quotidianamente si trovano ad operare a stretto contatto con situazioni di povertà ed emarginazione grave.</strong> Prestare il proprio servizio presso le opere segno della Caritas diocesana significa entrare in contatto con persone di diversa provenienza culturale e geografica, aperte al dialogo o chiuse su se stesse, fiduciose o timorose. In questa grande diversità, è importante che il volontario possieda strumenti adeguati affinché sappia adattare il proprio stile comunicativo favorendo la relazione con l’altro. Non solo: deve saper comunicare al meglio le proprie necessità, punti di vista e suggerimenti senza scontrarsi o dar adito a discussioni spiacevoli. E&#8217; fondamentale inoltre che il volontario sappia confrontarsi con situazioni inaspettate dando tutto se stesso, ma al contempo senza cadere nelle trappole del pietismo. Apprendere conoscenze di base sulla relazione, ed in particolare sulla relazione di aiuto, in modo da riuscire ad instaurare dinamiche interattive di sostegno verso gli altri e significative per essi stessi, è infatti elemento essenziale nel percorso di accompagnamento ed autonomizzazione della persona in difficoltà, da realizzare anche grazie alle competenze che la formazione è in grado di sviluppare nei volontari. I<strong> percorsi formativi realizzati nel 2011 hanno coinvolto tutti i settori del Centro di Solidarietà</strong>: l’ambulatorio medico ed infermieristico, il settore degli abiti usati, l’ambito cucina, l’accoglienza serale ed il centro di ascolto hanno seguito percorsi specifici che hanno consentito ai volontari di acquisire semplici strumenti volti a mettere in campo le proprie risorse nella gestione adeguata dell&#8217;incontro con l’altro. La stessa logica è stata seguita per<strong> Casa Stella</strong> che, per la prima volta dal giorno della sua inaugurazione il 26 giugno 2010, è stata protagonista di un corso di formazione per nuovi volontari che ha coinvolto circa trenta persone, attualmente inserite nelle attività della struttura. I volontari di <strong>Casa San Benedetto</strong>, da febbraio a dicembre dell’anno passato, sono stati protagonisti di un percorso di supervisione del loro operato da parte di una psicologa esperta in dinamiche della relazione di aiuto, mentre il <strong>Centro Interculturale le Rondini</strong> ha presentato appuntamenti formativi grazie alle competenze di docenti accademici esperti in dinamiche della multiculturalità. Gli incontri realizzati, trentadue nel complesso, hanno creato occasioni di confronto e scambio tra i volontari resi sempre più competenti per un operare che si configuri sul modello della rete, capace di attivare sinergicamente preziose risorse presenti nel nostro territorio di riferimento.</p>
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		<title>Il Natale e l&#8217;Epifania a Casa Stella</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’arrivo del Natale è un evento atteso ogni anno da tante famiglie, un significato tutto particolare ha assunto quest’anno a Casa Stella. La struttura, inaugurata nel giugno del 2010, ospita oggi nove famiglie per un totale di 17 adulti e 19 bambini, oltre ad 11 migranti richiedenti asilo. In occasione della festività i referenti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’arrivo del Natale è un evento atteso ogni anno da tante famiglie, un significato tutto particolare ha assunto quest’anno a Casa Stella</strong>. La struttura, inaugurata nel giugno del 2010, ospita oggi nove famiglie per un totale di 17 adulti e 19 bambini, oltre ad 11 migranti richiedenti asilo. In occasione della festività i referenti per la Fondazione Caritas Senigallia Onlus, che gestisce la struttura, insieme a Stefano e Consuelo, famiglia accogliente residente a Casa Stella, ed un nutrito gruppo di volontari, hanno organizzato un pomeriggio di festa culminato, per la gioia di tutti i bambini, con l’arrivo di Babbo Natale. Significativo l’apporto delle mamme di casa, che per l’occasione hanno preparato dolci e torte da condividere con i volontari e con le altre famiglie. Un pomeriggio di festa quello trascorso la Vigilia di Natale nella struttura, che testimonia la possibilità di condivisione ed incontro anche tra persone che professano fedi e religioni diverse. <strong>Il pomeriggio è stato animato con canti, giochi e balli da un gruppo scout di Marina di Montemarciano, presente per l’occasione</strong>. Di seguito le loro parole:</p>
<p>“Il 24 dicembre noi del clan Gezin e del noviziato del gruppo scout di Marina di Montemarciano abbiamo vissuto una Vigilia di Natale un po&#8217; particolare. Siamo andati a &#8220;Casa Stella&#8221;, struttura gestita dalla Fondazione Caritas Senigallia Onlus che accoglie nove famiglie con bambini che, a causa della crisi economica, abbiano subito uno sfratto esecutivo. Appena entrati nel salone siamo stati &#8220;assaliti&#8221; da una marea di bambini che non aspettavano altro che l&#8217;arrivo di Babbo Natale&#8230; il nostro compito era quello di animare l&#8217;attesa. Noi, abituate a dover rompere il ghiaccio, ci siamo trovate quasi spiazzate dall&#8217;entusiasmo dirompente che vedevamo in quei piccoli, ma è stata fondamentale la collaborazione dei volontari presenti e dei responsabili della struttura che ci hanno accolto e permesso di conoscere la realtà degli ospiti. La cosa certa è che tutti noi siamo tornati a casa con una nuova emozione, con la sensazione di aver vissuto un&#8217;atmosfera natalizia autentica fatta di altruismo, di condivisione, di solidarietà&#8230; nello spirito del servizio e nella gioia del Natale”.</p>
<p><strong>Situazione analoga è stata vissuta a Casa Stella in occasione dell&#8217;Epifania, che ha visto in questa circostanza presenti i ragazzi del catechismo della parrocchia di Santa Maria Goretti</strong>. Di seguito le parole di una catechista, Annamaria Mori:</p>
<p>&#8220;E’ stato un bel pomeriggio quello di sabato 7 gennaio a Casa Stella: gli amici della Parrocchia di Santa Maria Goretti ( bambini del catechismo, genitori e catechiste) si sono recati presso la struttura per trascorrere un paio d’ore in allegria. Si sono svolti giochi in compagnia di due bravissimi animatori e di una simpatica vecchina (la befana) durante i quali i bambini hanno manifestato al massimo la voglia di stare insieme e di condividere, superando qualsiasi barriera sociale o culturale; tutto questo con l’aiuto dei volontari di Casa Stella, Stefano e Consuelo, ai quali viene rivolto un ringraziamento particolare da parte della Parrocchia di Santa Maria Goretti con l’augurio che tali esperienze possano ripetersi, dimostrando che le differenti culture possono convivere in pace e serenità, promuovendo pertanto quel processo che a volte può sembrare difficoltoso che si chiama integrazione&#8221;.</p>
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		<title>Semplicemente Insieme e Tombola: la parola ai volontari!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:28:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Semplicemente Insieme, nella sua dodicesima edizione, si è ormai concluso. Di seguito la testimonianza di tre ragazze che hanno trascorso cinque giorni a Senigallia all&#8217;insegna della solidarietà. Il gruppo, costituito nel complesso da 16 ragazzi provenienti da diverse città d&#8217;Italia (Nocera Superiore, Roseto Degli Abruzzi, Faenza, Perugia, Erba, Mandello Del Lario, Termoli, Bormio e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Semplicemente Insieme, nella sua dodicesima edizione, si è ormai concluso. Di seguito la testimonianza di tre ragazze che hanno trascorso cinque giorni a Senigallia all&#8217;insegna della solidarietà</strong>. Il gruppo, costituito nel complesso da 16 ragazzi provenienti da diverse città d&#8217;Italia (Nocera Superiore, Roseto Degli Abruzzi, Faenza, Perugia, Erba, Mandello Del Lario, Termoli, Bormio e le locali Barbara e Montemarciano) e 5 suore della Carità, ha partecipato al Cenone ed alla Tombola della Solidarietà organizzata dalla Caritas diocesana in Piazza Simoncelli, conoscendo nel periodo di permanenza a Senigallia le attività quotidianamente condotte dalla Fondazione Caritas Senigallia Onlus. Di seguito le loro parole:</p>
<p>&#8220;Era esattamente il 6 dicembre 2011 quando suor Antonella mi ha detto: -hai già pensato qualcosa per capodanno?-. Io di preciso non avevo in mente nulla e tranquillamente le ho detto di no. Già da quel giorno è nato un presentimento in me che stavo per avere la possibilità di partecipare ad un capodanno del tutto particolare. La proposta infatti era presentata con il nome “capodanno alternativo” e prevedeva il trascorrere insieme un Ultimo dell’Anno a Senigallia con la Caritas diocesana, l&#8217;Unitalsi e le Suore della Carità all’insegna dello “stare insieme”. Ci era data la possibilità di trascorrere un capodanno offrendoci all&#8217;altro, in particolar modo, al povero, al solo e al sofferente. Dopo avermelo proposto mi ha detto che avevo tempo fino al 10 di dicembre per pensarci e poi avrei dovuto dare una risposta, in realtà non da subito ho tenuto in considerazione l&#8217;opzione di andare a Senigallia per questa esperienza, solo il giorno prima di dare la risposta definitiva, mi sono fermata e mi sono detta: perché escludere da subito senza nemmeno considerare questa proposta di Suor Anto? Alla fine la mia voglia di partecipare che nei giorni prima cercavo con altri pensieri di nascondere, di far diminuire, ha prevalso. Il 10 pomeriggio dopo un finale consulto con la mia famiglia che devo ringraziare perché se ho partecipato è anche grazie a loro, ho chiamato suor Anto e le ho detto che avrei partecipato. Subito la sua gioia nata dalla mia risposta mi ha travolto e la convinzione di aver fatto la scelta giusta è nata giorno dopo giorno, anche se qualche giorno prima della partenza è diminuita in po&#8217; probabilmente a causa dalla paura che cresce in noi di fronte a qualcosa di nuovo.</p>
<p>Il 30 è arrivato in fretta e la mia avventura è iniziata. Sono stati cinque giorni intensi e ricchi di esperienze. Ognuno di esso iniziava con un momento di preghiere in cappellina per affrontarlo e viverlo nel migliore dei modi. Ad ogni giornata era riservata una determinata attività da svolgere. Il venerdì sera, dopo esserci incontrati e aver cenato assieme, ci siamo spostati presso il tendone riscaldato montato in piazza Simoncelli di Senigallia per allestirlo e addobbarlo per il cenone di fine anno. Da subito è stato bello vedere tante persone straniere e non, provenienti da paesi diversi riuniti tutti sotto lo stesso tendone con un unico scopo. Questa semplice e spontanea collaborazione tra le persone ha accompagnato tutte le attività. La giornata più impegnativa è stata sicuramente il 31, infatti ci ha impegnato la mattina per terminare i preparativi e dalle cinque del pomeriggio fino alla fine della festa. Il momento più significativo di questa giornata è stato sicuramente il momento del cenone, quando abbiamo dovuto servire circa 1000 persone. I volontari sono stati organizzati e divisi in gruppi, ognuno aveva il proprio compito. Sono rimasta colpita dall&#8217;importanza di essere organizzati in maniere precisa, solo così è possibile permettere una buona riuscita delle varie attività. É importante che ognuno sappia cosa deve fare e si impegni a portare a termine l&#8217;impegno preso.</p>
<p>Nei giorni successivi, in particolare l&#8217;uno e il due gennaio erano previste attività di vario genere. Il primo giorno dell&#8217;anno lo abbiamo passato presso il Centro di Solidarietà, con i suoi ospiti abbiamo pranzato e cenato e abbiamo avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di un giovane afghano, sfuggito al reclutamento dei guerriglieri e arrivato in Italia quattro anni fa. Il racconto è stato molto coinvolgente ed è proprio vero che fin quando non vedi in prima persona situazioni di questo genere non puoi renderti conto di quello che vive e soffre la gente meno fortunata di noi. Fin quando non vieni a contatto che queste situazioni non potrai mai renderti conto di come è importante per queste persone la presenza di associazioni che abbiano a cuore il prendersi cura di loro. Nel pomeriggio di questo primo giorno dell&#8217;anno ci è stata offerta la possibilità di venire a conoscenza delle tante e diverse attività della Pastorale Giovanile di Senigallia presso la Casa della Gioventù e il Punto Giovane. Dopo la presentazione delle attività abbiamo assistito alla messa presso il duomo di Senigallia presieduta dal Vescovo. L&#8217;ultimo giorno prima della partenza è stato caratterizzato dalla presenza di due momenti di preghiera, al mattino ci è stato chiesto di riflettere sul brano di Vangelo che racconta l&#8217;incontro di Gesù con la Samaritana. Quello che più mi ha colpito di questo brano è come la samaritana nonostante non conoscesse Gesù si è fidata immediatamente, alla proposta di Gesù di offrirle un acqua che diventerà sorgente di acqua viva che zampillerà per la vita eterna non si è tirata indietro. La fiducia è un valore importantissimo ed è proprio quello che sta alla base di una solida relazione umana, anche in questi giorni ho potuto vedere la fiducia negli occhi delle persone che chiedevano aiuto perché difficilmente lo si chiede se non la si ha. Il secondo momento di preghiera è stato previsto presso la cappellina del punto giovane. Non a caso è stato scelto il vangelo della samaritana che incontra Gesù, infatti nella cappellina vi era un splendido  mosaico che rappresentava proprio questa scena. Abbiamo così avuto modo di entrare in contatto con questa parte di Vangelo non solo attraverso le parole ma anche grazie all&#8217;immagine. É stato un momento molto intenso. Nel pomeriggio del 2/01 siamo stati occupati dai preparativi per la Tombola della Solidarietà, prima con la prevendita dei biglietti e la pubblicità tra le vie del centro di Senigallia e poi con la realizzazione della tombola vera e propria.</p>
<p>L&#8217;esperienza stava per terminare e mancavano poche ore alla partenza. Oltre ai momenti organizzati elencati sopra, durante il tempo trascorso a Senigallia abbiamo avuto l&#8217;opportunità di passare dei momenti liberi che hanno permesso la crescita e l&#8217;unione del gruppo. Sono stata molto contenta di aver partecipato e la cosa che più mi ha colpito è la complicità, la sintonia che da subito hanno contraddistinto i rapporti che sono nati. Non ci conoscevamo e venivamo da tutta Italia, eppure l&#8217;aver scelto di essere a Senigallia per un’esperienza di volontariato per l&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno ci accomunava tutti. Non dimenticherò mai questa esperienza e porterò con me gli sguardi, i volti, i sorrisi, le parole di tutte le persone che ho avuto la fortuna di conoscere. Ognuno di noi è un dono e solo l&#8217;incontro con l&#8217;altro permette uno scambio reciproco di valori, idee ed esperienze. Da questa avventura ho potuto capire come a volte per colmare una solitudine particolare bisogna trovare il coraggio di fare delle scelte e andare incontro al nuovo. Un nuovo che una volta scoperto entra a fare parte di te e ti accompagna per il resto della vita. É proprio vero che ci sono esperienze nella vita che toccano talmente tanto che dimenticarle è impossibile, questa sarà sicuramente una di quelle! Un grazie particolare alle suore delle carità che ci hanno accompagnato in questi cinque giorni, che si sono impegnate per la realizzazione di questo progetto&#8221;. <strong>Jessica</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;esperienza del capodanno solidale a Senigallia è stata davvero forte. Oltre a conoscere e venire direttamente in contatto con realtà che si conoscono ma che a volte si sentono lontane da noi, abbiamo anche imparato a &#8220;vivere insieme&#8221;. Infatti, pur venendo tutti da parti differenti e lontane d&#8217;Italia, ci siamo subito conosciuti e uniti, collaborando insieme. E’ certamente un&#8217;esperienza che lascia il segno, un&#8217;esperienza che consiglio di vivere a chi non era con noi e soprattutto un&#8217;esperienza che rifarei!&#8221; <strong>Elena</strong></p>
<p>&#8220;Questo Capodanno, e lo scrivo con la C maiuscola perché davvero merita considerazione, Capodanno così diverso dal solito&#8230; è stato davvero un&#8217;esperienza che ha lasciato il segno! Non solo in me ma anche negli altri! Questo non lo dico solo io ma lo han detto anche gli altri: chi piangendo, chi baciando e chi a parole! Ognuno a suo modo ha detto qualcosa di positivo a riguardo! Dovrebbero avere la possibilità di farle tutti i giovani perché è solo stando &#8220;SEMPLICEMENTE INSIEME&#8221; che si diventa SEMPLICEMENTE SE STESSI e dunque&#8230;.SEMPLICEMENTE QUALCUNO! La gioia e l&#8217;amore che derivano dalla condivisione e dallo scambio non le troverete da nessuna parte e neanche in nessun libro perché l&#8217;altro è il libro migliore in cui poter leggere se stessi! Non sono parole dette per fare retorica e sceneggiatura ma sono parole che dico col cuore in mano  a chiunque leggerà perché dopo le esperienze forti non è possibile non dire&#8230;.. parole forti! Io vi dico solo che mi sento PIENA, CARICA, FORTE, ENTUSIASTA e che sento di poter abbracciare l&#8217;universo intero talmente è tanta la gioia che questa avventura ha lasciato in me!!! A voi giovani che leggete, mi permetto di dirvi&#8230;. Nn abbiate paura di dire il vostro &#8220;si&#8221; alle esperienze forti perché così potrete davvero essere molto più padroni della vostra vita e non solo per una questione diciamo &#8220;tecnica&#8221; ma anche per un fatto di gioia vera e duratura! Vi ringrazio per la Vostra attenzione e in comunione di Croce e Resurrezione Vi abbraccio tutti!&#8221;. <strong>Chiara Maria Moretti</strong></p>
<p><strong>Di seguito le parole di Mirella, che al Cenone di fine anno ha partecipato accompagnando tre ragazzi del Centro &#8220;La Giostra&#8221; di San Gregorio di Ostra (AN)</strong></p>
<p>&#8220;Anche quest&#8217;anno, dopo la bella esperienza dell&#8217;anno scorso, ho partecipato con gioia, in piazza Simoncelli al Cenone di fine anno che la “Caritas Diocesana” ha organizzato in collaborazione con il Comune di Senigallia. Se bella è stata l&#8217;esperienza dell&#8217;anno scorso, quest&#8217;anno non è stata sicuramente da meno! Per chi partecipa, a mio avviso, ogni anno è diverso: sia perchè diverso è lo stato d&#8217;animo in cui la persona si trova, sia perchè le novità che gli organizzatori propongono suscitano e fanno vivere nuove emozioni. Dico stato d&#8217;animo perché, nella nostra parrocchia di Pianello, proprio nel pomeriggio del 31 dicembre si è celebrato il funerale di Telari Leonello che tanto prematuramente e repentinamente ci ha lasciati. In queste occasioni ci si sente addolorati e rattristati. E&#8217; vero, la tristezza e l&#8217;emozione non sono mancate, ma grazie alla Fede e alla testimonianza della moglie, dei figli e nipoti, abbiamo vissuto un momento di condivisione come in una vera “grande famiglia” in cui ci si sente vicini e uniti nelle gioie, ma anche nei dolori. Non nascondo che tale stato d&#8217;animo mi ha accompagnato durante la serata.</p>
<p>Prima di iniziare la cena, Giovanni Bomprezzi vice direttore della Caritas diocesana, porgendoci il saluto di benvenuto e l&#8217;augurio di buon fine e inizio del nuovo anno, ci ha annunciato le novità di quest&#8217;anno: al cenone era presente come di consueto l&#8217;Unitalsi di Senigallia con i suoi volontari,  ma anche la Lega del Filo d&#8217;Oro con una trentina di persone, un gruppo di amici provenienti addirittura da Savignano sul Rubicone, che, incuriositi dell&#8217;iniziativa, sono voluti venire per sperimentare la bella esperienza di cui avevano sentito parlare. Quattro ragazzi provenivano da Bologna, una coppia da Ferrara e numerosi ragazzi sono venuti da Ancona. C&#8217;è stato poi il saluto del Sindaco Mangialardi e infine quello del nostro Vescovo Orlandoni, il quale, allacciandosi al Messaggio del Papa per la “ Giornata Mondiale Della Pace” (che si celebra il primo gennaio di ogni anno) dal tema: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace” ha sottolineato l&#8217;importanza della famiglia. ”E&#8217; nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica, è nella famiglia che essi imparano la solidarietà tra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l&#8217;accoglienza dell&#8217;altro. Essa è la prima scuola dove si viene educati alla giustizia e alla pace”. Questa frase era scritta nei foglietti disposti lungo i tavoli, come ricordo da portare a casa insieme ad un piccolo pacchettino-dono confezionato con fogli di giornale.</p>
<p>Particolarmente commovente per me è stata la testimonianza di una persona della Lega del Filo d&#8217;Oro sordo-cieca, che ci ha raccontato quanto sia importante per loro partecipare a queste iniziative: sono occasioni per superare l&#8217;isolamento, danno la forza per non sentirsi soli ma parte di un unica famiglia.</p>
<p>Forse per me e per le altre volontarie presenti, una bella novità ed esperienza è stata quella di poter accompagnare al cenone tre ragazzi del Centro “La Giostra” di San Gregorio: riportandoli a casa, hanno detto che si sono veramente divertiti!  L’allegria non è mancata in particolare dopo cena, quando, spostandoci in Piazza del Duca, insieme abbiamo brindato al nuovo anno e abbiamo potuto ammirare il bellissimo spettacolo dei Fuochi d&#8217;Artificio, e poi ritornati al tendone ci siamo divertiti con la musica e il ballo.</p>
<p>La partecipazione a questo cenone per me, ma credo per molti altri, è condividere e sentirsi parte di una realtà molto più grande: sono presenti uomini e donne, persone di tutte le età, dai bambini agli adulti agli anziani, persone di colore, persone diversamente abili, persone di cultura e persone semplici, persone di etnie e religioni diverse, persone che lavorano e persone disoccupate. Tutte hanno un unico obiettivo: la fratellanza, la solidarietà e la condivisione&#8221;. <strong>Mirella Parasecoli</strong></p>
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		<title>Iniziative di solidarietà in vista del Natale e di Capodanno</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 14:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ di questi giorni la manovra economica del governo Monti che non lascia indenni i redditi delle famiglie e dei poveri. Ci aspettano periodi di grandi sacrifici, ma non dobbiamo dimenticare che molti di noi sono già sulla soglia della povertà, molti altri non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese. Ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di questi giorni la manovra economica del governo Monti che non lascia indenni i redditi delle famiglie e dei poveri. Ci aspettano periodi di grandi sacrifici, ma non dobbiamo dimenticare che molti di noi sono già sulla soglia della povertà, molti altri non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese. Ce ne accorgiamo, nella nostra piccola realtà diocesana, dall’aumento di richieste di aiuto che arrivano ai centri di ascolto delle Caritas parrocchiali e diocesana. Alcuni dati esprimono, senza ombra di dubbio, questi segnali preoccupanti: se dal 2008 al 2010 la nostra Caritas ha incontrato 6000 persone che chiedevano aiuto, solo nei primi mesi del 2011 ne ha incontrate 1500. Molta anche la solidarietà di famiglie che cercano di dare una risposta nel loro piccolo, facendosi carico di chi è in difficoltà, attraverso il contributo di 5 € al mese al <strong>Fondo di solidarietà</strong>, istituito a marzo del 2009 per dare un segnale contro la crisi economica, che stava già mettendo a dura prova i bilanci familiari. Attraverso il Fondo di Solidarietà sono stati elargiti 275.000 €. Questo Fondo non ha certo la pretesa di risolvere tutti i problemi ma è un segnale che tutti insieme possiamo fare qualcosa, non chiudendo la porta in faccia all’altro che sta peggio, ma facendoci prossimi per camminare insieme.</p>
<p>Se osserviamo i dati del Fondo nel corso degli anni, possiamo notare una forte tendenza all&#8217;aumento del numero degli interventi, ben 467 nel primo semestre del 2011, mentre in tutto il 2010 sono stati 864, 70.262,71 € elargiti nel corso del primo semestre del 2011, 131.779.56 €<strong> </strong>nel corso del 2010, 74.458,07 € nel corso degli ultimi nove mesi del 2009.</p>
<p>Ma quali sono state le esigenze più sentite dalle famiglie che hanno beneficiato del Fondo di solidarietà?Quest&#8217;anno la spesa maggiore del fondo ha riguardato il lavoro (25.760 €), seguita dal pagamento delle bollette (18.119 €), poi il pagamento delle rate dei mutui o dell&#8217;affitto per la casa (8.094,50 €), le assicurazioni (5.444,85€), la spesa (4.307,18 €), le spese personali e quelle sanitarie, per un totale di € 70.262,61.</p>
<p>Da alcuni anni la Caritas mette in campo una moltitudine di percorsi, azioni, opere e servizi, in un’ottica di testimonianza della carità e di fedeltà alla prevalente funzione pedagogica che la caratterizza. 30 parrocchie della diocesi distribuiscono alimenti per un totale di 41.000 pacchi viveri dal 2008 al 2010 (solo il centro di ascolto diocesano nei primi dieci mesi del 2011 ne ha distribuiti circa 6.100), 35 sono le Caritas parrocchiali, 12 i centri di ascolto parrocchiali e vicariali, 400 i volontari coinvolti, che hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo e il loro impegno personale.</p>
<p>Sono 1300 le famiglie, sensibili alle necessità dell&#8217;altro, che, attraverso l&#8217;implementazione del Fondo si solidarietà, sostengono le famiglie in difficoltà, non solo straniere ma anche autoctone, che la crisi sta mettendo in ginocchio.</p>
<p>Per alimentare questo Fondo, oltre al contributo mensile delle 1300 famiglie, la Caritas diocesana, la Chiesa di Senigallia e l’Unitalsi hanno pensato di devolvere anche quest&#8217;anno l&#8217;introito del Cenone dell’Ultimo dell’anno Semplicemente insieme e della Tombola della solidarietà<strong> </strong>del 2 gennaio al Fondo. Continua inoltre il progetto <strong>Social Caritas</strong>, versamento mensile di una somma minima di denaro (€ 5) utile ad arricchire il Fondo di Solidarietà (per le modalità di adesione consultare la homepage alla voce “Fondo di Solidarietà”).</p>
<p>Un’altra iniziativa, già sperimentata in passato, è il <strong>Regalo Solidale</strong>, grazie al quale sarà possibile devolvere il denaro destinato all&#8217;acquisto di regali a persone care alla Caritas Diocesana, con la richiesta specifica che questo venga destinato al sostegno di soggetti in condizioni economiche precarie. In cambio verrà fornito un biglietto augurale attestante l&#8217;avvenuta donazione, che potrà essere regalato alla persona cui abbiamo deciso di donare un regalo simbolico.</p>
<p>Le strutture gestite dalla Fondazione Caritas, inoltre, aprono le porte a chiunque voglia trascorrere momenti significativi legati alle festività e spendersi gratuitamente per gli altri, facendo qualcosa di diverso. Sarà possibile trascorrere alcune ore presso il <em>Centro di Solidarietà</em> (collocato presso P.le della Vittoria n° 24<em>)</em>, struttura di prima e seconda accoglienza per adulti, servendo i pasti e sedendo allo stesso tavolo di chi è accolto dalla struttura; a <em>Casa San Benedetto</em> (collocata presso Strada delle Saline n° 58), struttura per gestanti e madri con figli a carico, sarà invece possibile trascorrere alcune ore con le mamme ed i bimbi di casa, conoscendo le loro storie ed i percorsi specifici di ogni nucleo; a <em>Casa Stella</em> (collocata sul Lungo Mare Da Vinci 84/A), struttura ospitante nuclei familiari con minori colpiti dalla crisi economica in corso, sarà possibile trascorrere momenti aggregativi organizzati per le famiglie in occasione delle imminenti festività.</p>
<p>Queste le <strong>giornate di apertura</strong> <strong>delle strutture</strong>:</p>
<p>CENTRO DI SOLIDARIETA’: sabato 24 dicembre per l’accoglienza pranzo dalle ore 12.00 alle ore 14.00, lunedì 26 dicembre per l’accoglienza serale dalle ore 19.00</p>
<p>CASA SAN BENEDETTO: martedì 27 dicembre e giovedì 5 gennaio dalle ore 10.00 per attività di conoscenza della struttura</p>
<p>CASA STELLA: sabato 24 dicembre dalle ore 17.00 per festeggiare il Natale insieme alle famiglie di casa ed aspettare insieme ai bimbi l’arrivo di Babbo Natale</p>
<p>Infine chi vuole potrà essere volontario il 31/12 per il <strong>Cenone di Solidarietà</strong> e lunedì 2/01 alle ore 21.00 per la <strong>Tombola</strong> sotto il tendone di Piazza Simoncelli.</p>
<p>Per informazioni potete contattare i numeri 071 7925563 o 348 6897051, chiedendo di Silvia.</p>
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		<title>In vista del Natale e di Capodanno: proposte per gruppi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 18:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le attività proposte di seguito, e rivolte a gruppi di giovani ed adulti, intendono offrire occasione di coinvolgimento ad un impegno concreto che sappia esercitarsi nei confronti di chi vive contesti di emarginazione. La possibilità di aderire alle iniziative elencate offrirà inoltre, ad educatori ed animatori parrocchiali, l’occasione per parlare di tematiche legate ai bisogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le attività proposte di seguito, e r<strong>ivolte a gruppi di giovani ed adulti</strong>, intendono offrire occasione di coinvolgimento ad un impegno concreto che sappia esercitarsi nei confronti di chi vive contesti di emarginazione. La possibilità di aderire alle iniziative elencate offrirà inoltre, ad educatori ed animatori parrocchiali, l’<strong>occasione per parlare di tematiche legate ai bisogni ed alle povertà</strong>. Al contempo verrà suggerita ai ragazzi la possibilità di <strong>concretizzare un impegno</strong> duraturo nel tempo, per il quale la partecipazione alle attività previste dalla Fondazione Caritas può rappresentare occasione di <strong>riflessione e discernimento</strong> iniziale. L’impegno nel contrastare le povertà del nostro contesto dovrebbe infatti esercitarsi nell’ambito di vita di ciascuno, l’incontro con i tanti bisogni vissuti dalle persone accolte nelle strutture della Fondazione potrebbe essere occasione, per i giovani, per accompagnare e sostenere le difficoltà di chi è loro prossimo.</p>
<p>-    L’arrivo di BABBO NATALE: distribuzione di doni ai bambini di Casa Stella, Casa San Benedetto e del Centro Interculturale Le Rondini, visita con dono simbolico agli adulti residenziali presso il Centro di Solidarietà (munirsi di vestito rosso, lunga barba bianca e sacco)</p>
<p>-    L’arrivo della BEFANA: carbone o dolcetti? I bambini di certo non mancano! (Sullo stesso modello di Babbo Natale, munirsi di calze, abiti logori, fazzoletto in testa e sacco)</p>
<p>-   Il PRESEPE e l’ALBERO di NATALE: segni visibili del Natale, da allestire presso la sala d’attesa del Centro di Solidarietà (tutto il materiale verrà fornito dalla Fondazione Caritas)</p>
<p>-    GIORNATE GIOCO per bambini a Casa Stella e Casa San Benedetto, in data da concordare. Animare un pomeriggio con giochi di gruppo per bambini è segno di attenzione e desiderio di vicinanza a chi abita le opere segno gestite dalla Fondazione Caritas</p>
<p>-    ESPERIENZE DI SERVIZIO RESIDENZIALI (periodo variabile dai 3 ai 7 giorni, con alloggio messo a disposizione dalla Fondazione): presso le strutture gestite dalla Fondazione Caritas, nel periodo delle vacanze natalizie, gli aderenti verranno affiancati ai volontari già attivi in tutti i principali servizi delle strutture</p>
<p>-    SEMPLICEMANTE INSIEME – CAPODANNO SOLIDALE: possibilità di abbellire il tendone della solidarietà in Piazza Simoncelli a Senigallia con addobbi e sistemazione ambiente per il cenone (nei gg del 29/30/31 dicembre), possibilità di essere volontari durante il cenone del 31/12</p>
<p>-    TOMBOLA DELLA SOLIDARIETA’ (2/01/12 in Piazza Simoncelli): mansioni dei volontari da impiegare durante tutto l’arco della giornata: allestimento ambiente/tavoli/panche, preparazione materiale per la tombola, allestimento palco premi, addetti alla preparazione del cioccolato caldo e dei dolci, vendita cartelle e presentazione regolamento</p>
<p>-    Serata preparazione ADDOBBI per il capodanno solidale e per la tombola, in data da fissare nel mese di dicembre. Pandoro e torroni faranno da cornice alla serata</p>
<p>-    TOMBOLATA con gli ospiti del Centro di Solidarietà, Casa Stella e Casa San Benedetto (da realizzare in data da concordarsi tra Natale e Capodanno). Mansioni dei volontari: preparazione dei premi “divertenti” per la tombola, condivisione di una serata da trascorrere in allegria tra giochi di società, panettone e caldarroste.</p>
<p>Per informazioni ed adesioni contattate Silvia Artibani al numero 348 6897051.</p>
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