Ucraina – Sul fronte umanitario

25 Marzo 2022
FacebookTwitterShare
Ucraina – Sul fronte umanitario

Siamo in prima linea dal primo momento sul fronte umanitario per cercare di trovare risposte ai tantissimi bisogni che emergono e che emergeranno dalla terribile guerra che si combatte in Ucraina.

Il confronto continuo con Caritas italiana e la rete delle Caritas europee ci permette di monitorare la situazione lì, lungo i confini, e di accogliere il crescente numero di sfollati che cercano rifugio nel nostro Paese. Come ha spiegato Oliviero Forti, responsabile per le Politiche migratorie e la protezione internazionale di Caritas italiana: “La forza di Caritas in questi momenti è la capillarità della nostra realtà nel mondo, che permette nelle emergenze transnazionali di coordinarsi bene, di gestire una efficace attività volontaria rivolta a chi soffre e un’attività politica, che coinvolge la popolazione civile. In queste tragedie i piccoli gesti non funzionano da soli, serve un coordinamento robusto. Come Caritas spingiamo alla donazione, che servirà ora, certamente, ma soprattutto nella fase di ricostruzione, quando si spegneranno i riflettori sulla guerra e saranno necessarie grandi risorse per ricostruire un Paese distrutto”.

 

A Senigallia Caritas in pochi giorni ha mappato la disponibilità di numerosi posti letto e appartamenti, i cui proprietari con ordine stiamo cercando di contattare e ringraziare, mentre con la prefettura si stanno organizzando strutture molto più capienti per la prima accoglienza, per fronteggiare la possibilità di contagio e tutte le primissime operazioni burocratiche. I primi ucraini arrivati, tutte donne con bambini, sono stati ospitati a Montemarciano, in una struttura di circa 20 posti che ospitava già alcuni afgani in fuga dalla guerra, i quali ora si stanno spostando in altri Paesi europei dopo aver ricevuto lo status di rifugiato. Altri sono stati alloggiati in appartamenti, molti del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), dislocati nel territorio dell’Unione dei Comuni, ma non solo. I profughi che arrivano nel nostro Paese, dopo la domanda in commissariato e il tampone, riceveranno una protezione temporanea di un anno, che darà loro la possibilità di lavoro e un attestato nominativo con foto e codice fiscale, solo se posseggono la residenza in Ucraina antecedente al 24 febbraio 2022.

Caritas italiana sta organizzando arrivi e accoglienza, elementi affatto semplici perché servono risorse, intelligenza e tempo. L’accoglienza si costruisce con il dovuto tempo, i profughi forse resteranno un anno o due, vanno accolti con serietà, non fornendo solo i beni primari. Al confine con l’Ucraina intanto sono partiti i trasferimenti verso l’Italia con voli umanitari dai Paesi confinanti. La prima preoccupazione è quella di tenere alta l’attenzione, di non fare l’errore di essere presenti ora nell’emergenza e poi dimenticare tutto come è accaduto per la questione afgana. La seconda è che si sta aggiungendo un altro dramma, al conflitto: quello della tratta di esseri umani. Ci sono già sfruttatori che hanno avviato un discreto traffico di giovani donne e il fenomeno è in crescita.

Il flusso dei profughi cambia di continuo, ora stanno uscendo dal Paese le famiglie meno abbienti, disabili, anziani, inizialmente c’erano le persone più benestanti, che potevano permettersi un viaggio. I Paesi confinanti sono in prima linea nell’aiuto dei vicini ucraini, la Moldavia per esempio, Paese più povero d’Europa, è prima nell’accoglienza grazie a Caritas. Gli sfollati si fermano nei Paesi confinanti per qualche giorno, alloggiando in centri dignitosi, ricevono vestiario e pasti caldi, ai bambini viene offerta qualche attività, a tutti un supporto psicosociale. “Quello che bisogna capire” spiega Ettore Fusaro, da sempre in prima linea per Caritas e Communitas sul fronte dell’emergenza, “sono i bisogni sul lungo periodo. Sarà una guerra di costi e di prodotti: la Moldavia riceveva buona parte dei beni da Ucraina e Russia. Caritas Ukraine dà assistenza, aiuta negli spostamenti e protegge le persone nei rifugi, ma le informazioni che riceviamo da loro sono sporadiche, la connessione è pessima da certi territori e conviene non tenerla attivata per evitare di essere intercettati e bombardati”.

 

Ricordiamo che Caritas Senigallia ha attivato una raccolta fondi: basta andare sul sito www.ridiamodignita.it/dona/emergenza-ucraina o effettuare la propria offerta in parrocchia. Per informazioni su accoglienza e volontariato telefonare al 34894050102 o scrivere una mail a emergenzaucraina@caritassenigallia.it

25 Marzo 2022
FacebookTwitterShare

Resta in contatto con Caritas Senigallia Iscriviti alla newsletter

Fondazione Caritas Senigallia Onlus P.za Garibaldi, 3 60019 Senigallia (An) tel. 071 60 274 fax 071 792 9611 fondazionecaritas@caritassenigallia.it - privacy policy